Libertas – Manfredonia 1-0
tra aggressioni e intimidazioni

E’ davvero difficilissimo commentare quella che avrebbe dovuto essere una partita di calcio e che invece a partire dalla fine del primo tempo al triplice fischio si è trasformata in una caccia all’uomo.
E’ gravissimo constatare la totale assenza di forze dell’ordine a ridosso dell’uscita (una trappola) degli spogliatoi. Ed allora succede che il custode si avventi su Pollidori, che un tifoso della tribuna centrale scavalchi agevolmente la recinzione e si avvicini minaccioso allo stesso Pollidori. Che dire poi dell’originale speaker? Per carità un tifoso come tanti altri, ma è consentito incitare la squadra a gioco in movimento? e comunicare in tempo reale il risultato di Copertino-Cerignola? A chi di dovere la risposta. E le forze dell’ordine? Arriva in ritardo una sparuta rappresentanza di carabinieri tra le due opposte tifoserie ree di lanciarsi di tutto e di più. Clima quindi di far west, che probabilmente è destinato a proseguire in altre sedi. Immaginate lo stato d’animo di Pollidori e di tutta la squadra intimorita per le aggressioni ricevute. E l’arbitro? Il pessimo Lorenzin ha refertato tutto? Si spera proprio di sì, di certo ha sulla coscienza una direzione permissiva e scarsa. E’ anche colpa sua se la situazione è degenerata. L’ennesima dimostrazione che un arbitro di fuori regione in Puglia non può arbitrare, e che dire poi del rigore concesso al Libertas? Non l’ha visto nessuno.

Per la cronaca Cinque riconferma il vittorioso “rombo” di domenica scorsa, Sisto un camaleontico 4-4-2. Gara condizionata anche dalle pessime condizioni del terreno di gioco, che danneggia i sipontini costretti a fraseggiare il meno possibile e ad affidarsi ai lanci in profondità. I sipontini piacciono per la personalità e con Di Pinto hanno la clamorosa occasione al 12’ per sbloccare il risultato. Il centravanti sipontino è tutto solo ma, anziché arpionare lo spiovente a lui diretto, calcia al volo spedendo alto sulla traversa da posizione favorevolissima. Al 31’ la risposta del Libertas con il talentuoso Loseto che serve Petruzzella al centro dell’area, la sua torsione sortisce un tiro che si spegne di poco a lato con Leo ben appostato. Qualche minuto più tardi il Libertas chiede a gran voce il rosso per Pollidori presunto reo di aver rifilato una gomitata ad un avversario. E’ da questo momento che la gara da spigolosa si trasforma in un susseguirsi di colpi “proibiti” con la complicità di una terna arbitrale sottratta ad un campo di grano.

Libertas (4-4-2): Di Candia, Cantatore (78’ Schirone), Colella, Demay, Pazienza, Rubini, Martinelli, De Santis, Petruzzella (88’ De Gennaro), Loseto, Milloni (94’ Lavolpicella). A disposizione: Simone, Giuliani, Romito e Capriati. All. Sisto

Manfredonia (4-3-1-2): Leo, Quitadamo, Papagno, Corbo (83’ Trotta), D’Arienzo, Moro (83’ Portosi), Simone, Romito, Di Pinto, Pollidori, Carminati. A disposizione: Della Torre, Paglione, Vairo, Scarano e D’Angelo. All. Cinque

Arbitro: Sig. Lorenzin
Marcatore: 80’ su rig. De Santis
Ammoniti: Cantatore, Loseto, Papagno, Pollidori e Carminati
Espulsi: Romito e Rubini
Note: presenti sugli spalti circa 500 spettatori, con una folta presenza ospite. Leggero infortunio per l’arbitro, poi ristabilitosi ad inizio ripresa. Clima teso sugli spalti a fine gara ed episodi incresciosi per assenza di personale preposto alla sicurezza. Corners: 3-0; recuperi: 6’+6’

Stefano Favale


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